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Chi è Gianni Alemanno?
Figura storica della destra italiana, ex Ministro e già Sindaco di Roma, Gianni Alemanno torna a far parlare di sé nel giugno 2026. Dopo un periodo di detenzione che lo ha tenuto lontano dalle scene, l’uomo politico si riaffaccia al dibattito pubblico con l’intento di rilanciare la propria azione politica, stringendo un’alleanza significativa nel panorama sovranista contemporaneo.
Quanto è alto? Quanto pesa?
Gianni Alemanno ha un’altezza di circa 1,68 metri. Per quanto riguarda il peso, non sono disponibili informazioni certe e aggiornate al momento.
Domande Frequenti (FAQ)
Quando è stato scarcerato Gianni Alemanno? Gianni Alemanno è stato rilasciato dal carcere di Rebibbia il 24 giugno 2026.
Per quale reato era stato condannato? È stato condannato in via definitiva per traffico di influenze illecite e abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”.
Qual è la sua attuale affiliazione politica? Attualmente, Gianni Alemanno è affiliato a Futuro Nazionale, il partito guidato dal Generale Roberto Vannacci, nel quale il suo movimento “Indipendenza!” è confluito a marzo 2026.
La Scheda
- Nome Completo: Giovanni Alemanno
- Data di Nascita: 3 marzo 1958
- Luogo di Nascita: Bari
- Professione: Politico, Ingegnere, Giornalista pubblicista
- Stato Civile: Separato (da Isabella Rauti, 2017). Ha un figlio, Manfredi.
- Partito Politico: Futuro Nazionale (dal 2026)
ULTIME NOTIZIE SU Gianni Alemanno (2025-2026)
Il 24 giugno 2026 ha segnato un momento cruciale per Gianni Alemanno, che ha varcato la soglia del carcere di Rebibbia dopo aver scontato un anno, cinque mesi e ventiquattro giorni di detenzione. L’ex Sindaco di Roma, condannato in via definitiva per traffico di influenze illecite e abuso d’ufficio nell’inchiesta nota come “Mondo di Mezzo”, ha rivendicato la sua innocenza, sottolineando che il reato per cui è stato condannato è stato nel frattempo abolito dal legislatore.
Il suo ritorno alla libertà è stato tutt’altro che silenzioso. Ad accoglierlo fuori dal penitenziario una folla di sostenitori, con cori e abbracci, a testimonianza di un seguito che, nonostante le vicende giudiziarie, non è venuto meno. La sua incarcerazione era avvenuta il 31 dicembre 2024, quando il Tribunale di Sorveglianza di Roma aveva revocato d’urgenza la misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali, a seguito di presunte violazioni delle prescrizioni imposte.
Ma Alemanno non ha perso tempo. Già il giorno stesso della sua scarcerazione, ha rilanciato con forza la sua attività politica, annunciando la sua intenzione di collaborare strettamente con il Generale Roberto Vannacci e il suo partito, Futuro Nazionale. Il suo movimento, “Indipendenza!”, era peraltro già confluito in Futuro Nazionale nel marzo 2026, consolidando un’area della destra sovranista e identitaria. In serata, Alemanno ha cenato con Vannacci e altri ospiti, in un incontro che ha suggellato questa nuova alleanza politica. Durante questa occasione, si sono levati brindisi con il motto “A noi!”, un riferimento al ventennio fascista, segno di un’identità politica ben definita. Ha inoltre lanciato un appello alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per aprire un “grande confronto” nel centrodestra, includendo esplicitamente Vannacci come interlocutore.
Alemanno ha anche espresso forte critica nei confronti del governo Meloni per la gestione del sovraffollamento carcerario, definendo il sistema penitenziario italiano “una vergogna” e annunciando la sua intenzione di parlarne con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Questa attenzione al tema carcerario si riflette anche nella pubblicazione, nel novembre 2025, del libro “L’emergenza negata: Il collasso delle carceri italiane”, scritto con Fabio Falbo e altri detenuti di Rebibbia.
Biografia
Giovanni “Gianni” Alemanno, nato a Bari il 3 marzo 1958, ha costruito la sua carriera politica principalmente a Roma, dove si è trasferito da ragazzo. I suoi primi passi in politica risalgono alle organizzazioni giovanili del Movimento Sociale Italiano (MSI), diventando segretario del Fronte della Gioventù nel 1988. Con la svolta di Fiuggi nel 1995, ha seguito Gianfranco Fini nella fondazione di Alleanza Nazionale, affermandosi come una delle figure di spicco della “destra sociale”.
Nel corso della sua carriera, è stato eletto più volte alla Camera dei Deputati e ha ricoperto l’incarico di Ministro delle Politiche Agricole e Forestali nei governi Berlusconi II e III, dal 2001 al 2006. Il culmine della sua carriera istituzionale è arrivato nel 2008, quando ha conquistato il Campidoglio, diventando Sindaco di Roma e rimanendo in carica fino al 2013. Negli anni successivi, ha continuato la sua militanza in diverse formazioni della destra, fino alla fondazione di “Indipendenza!” nel 2023, confluito poi in Futuro Nazionale nel 2026.
Vita Privata
La vita privata di Gianni Alemanno ha visto alcuni cambiamenti significativi negli anni recenti. Dopo un matrimonio durato 25 anni con Isabella Rauti, figlia dello storico leader missino Pino Rauti, la coppia si è separata nel 2017. Da questa unione è nato il figlio Manfredi Alemanno, nel 1995. In seguito alla separazione, Alemanno ha avuto una relazione con Silvia Cirocchi, avvocatessa e giornalista, che è stata anche capo della comunicazione del suo partito, il Movimento Nazionale per la Sovranità. Anche questa relazione, secondo indiscrezioni, si sarebbe conclusa. Attualmente, Isabella Rauti ricopre il ruolo di Sottosegretario alla Difesa nel governo Meloni, un dato che evidenzia una particolare dinamica familiare e politica data la posizione critica di Alemanno verso l’attuale esecutivo. Un tratto distintivo di Alemanno è il suo abituale indossare una croce celtica al collo, un simbolo che egli ha dichiarato essere religioso e legato alla memoria dell’amico Paolo Di Nella.
Carriera
La carriera di Gianni Alemanno è intrinsecamente legata alla storia della destra italiana post-fascista. Dopo gli esordi nel Fronte della Gioventù, ha percorso tutte le tappe dell’ascesa politica, dalla militanza giovanile ai vertici istituzionali.
I suoi ruoli più significativi includono:
- Ministro delle Politiche Agricole e Forestali: dal 2001 al 2006 nei governi Berlusconi.
- Sindaco di Roma: dal 2008 al 2013, un mandato storico per il centrodestra capitolino.
- Presidente dell’ANCI: eletto all’unanimità nel 2008.
Negli ultimi anni, la sua attività politica ha subito una battuta d’arresto a causa delle vicende giudiziarie legate all’inchiesta “Mondo di Mezzo”, che lo hanno portato alla condanna e alla detenzione dal dicembre 2024 al giugno 2026. Tuttavia, la scarcerazione ha segnato un immediato ritorno sulla scena, con l’adesione al progetto politico di Roberto Vannacci e il suo partito, Futuro Nazionale. Alemanno si propone di portare la sua esperienza e la sua capacità di analisi e proposta ideologica all’interno di questa nuova formazione, criticando la linea conservatrice dell’attuale governo e promuovendo un “sovranismo sociale”.
Elenco delle Opere
Oltre alla sua intensa attività politica, Gianni Alemanno è stato anche autore e co-autore di pubblicazioni:
- “Intervista sulla destra sociale” (2002)
- Co-autore di “Le radici e il progetto”
- “L’emergenza negata: Il collasso delle carceri italiane” (2025)
- È stato inoltre fondatore del mensile di attualità politica e culturale “Area”.


