Pierfrancesco Favino: altezza, peso, vita privata, carriera, vita privata, Instagram

Pierfrancesco Favino: altezza, peso, vita privata, carriera, Instagram

Chi è Pierfrancesco Favino?

Pierfrancesco Favino è un attore e produttore cinematografico italiano, tra i più apprezzati della sua generazione. Nato a Roma il 24 agosto 1969, si è formato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e ha costruito una carriera solida tra cinema italiano, produzioni internazionali e teatro.

Quant’è alto Pierfrancesco Favino? Quanto pesa?

Pierfrancesco Favino è alto 180 cm e pesa circa 80 kg.

Domande Frequenti (FAQ) su Pierfrancesco Favino

D: Qual è il vero nome di Pierfrancesco Favino?
R: Il nome di battesimo è Pierfrancesco Favino stesso.

D: Qual è il suo segno zodiacale?
R: Essendo nato il 24 agosto 1969, è del segno della Vergine.

D: Quali sono alcuni film internazionali in cui ha recitato?
R: Tra gli altri, è apparso in Night at the Museum (2006), The Chronicles of Narnia: Prince Caspian (2008) e World War Z (2013).

D: Ha vinto premi importanti?
R: Sì — tra gli altri, ha vinto la Coppa Volpi come miglior attore alla Mostra del Cinema di Venezia per il film Padrenostro.

Pierfrancesco Favino – La Scheda

  • Vero Nome: Pierfrancesco Favino

  • Data di nascita: 24 agosto 1969

  • Età: 56 anni

  • Luogo di Nascita: Roma, Italia

  • Segno Zodiacale: Vergine

  • Altezza: circa 180 cm

  • Peso: Non disponibile con precisione

  • Profili Social: @pierfrancescofavino

  • Famiglia: Genitori originari di Candela (provincia di Foggia)

  • Relazioni: Da molti anni legato con l’attrice Anna Ferzetti (dal 2003) — hanno due figlie.

  • Partner lavorativi: Ha collaborato con registi come Gabriele Muccino, Michele Placido, Marco Bellocchio e produzioni internazionali con registi statunitensi e internazionali.

Biografia

Nato a Roma il 24 agosto 1969 da genitori originari di Candela (in provincia di Foggia), Pierfrancesco Favino cresce in un contesto romano con radici pugliesi. Dopo il liceo classico sceglie di dedicarsi al teatro ed entra all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, dove ha tra i suoi maestri Luca Ronconi e Orazio Costa. Il suo debutto avviene in teatro e poi in televisione nei primi anni ’90, con ruoli in fiction e film tv.

Nel corso degli anni ’90 inizia a ottenere ruoli cinematografici che, pur modesti, gli permettono di farsi conoscere: ad esempio il film “Pugili” nel 1995. Il vero salto arriva all’inizio degli anni 2000, in particolare con il film L’ultimo bacio (2001) di Gabriele Muccino, dove interpreta un personaggio centrale all’interno di un gruppo di trentenni alla deriva.

La sua interpretazione nel film bellico El Alamein: La linea del fuoco (2002) gli vale una candidatura al David di Donatello. Da lì in avanti la sua carriera prende ritmo: nel 2005 è nel cast di Romanzo Criminale, che lo porta all’attenzione critica.

Parallelamente lavora anche all’estero: appare nei film hollywoodiani come Night at the Museum (2006), The Chronicles of Narnia: Prince Caspian (2008) e World War Z (2013) ampliando il suo raggio d’azione internazionale.

Nel tempo diventa uno degli attori italiani più versatili, capace di muoversi tra generi diversi — dramma storico, commedia, cinema d’autore — e assume anche ruoli produttivi. Le radici teatrali continuano a segnarlo, restando sensibile alla formazione attoriale e alle sfide interpretative profonde.

Vita Privata

Nella vita privata, Favino mantiene un profilo riservato pur condividendo alcuni dettagli: dal 2003 è legato all’attrice Anna Ferzetti. Insieme hanno due figlie: una nata nel 2006 e l’altra nel 2012/2013 (a seconda delle fonti). Le radici pugliesi della sua famiglia — originaria di Candela (FG) — rappresentano per lui un legame identitario, spesso menzionato nelle interviste.

Tra i suoi interessi, oltre al cinema, ci sono il teatro e l’insegnamento: è infatti tra i fondatori dell’Actor’s Center di Roma e insegna all’interno della scuola “L’Oltrarno” di Firenze. Si dice che per alcuni ruoli si sia sottoposto a preparazioni fisiche importanti (come l’allenamento in bicicletta per interpretare Gino Bartali) — un segno del suo impegno professionale che si riflette anche nella vita privata riuscendo a conciliare famiglia e lavoro.

Ama mantenere equilibrio tra la notorietà e la vita quotidiana, e spesso sottolinea l’importanza della normalità e delle radici.

Carriera

La carriera di Favino è ampia e articolata. Dopo gli inizi nel teatro e in TV nei primi anni ’90, compie il suo salto nel cinema italiano nei primi anni 2000 con L’ultimo bacio e successivamente El Alamein. La consacrazione arriva con Romanzo Criminale (2005), che lo rende un volto noto del cinema italiano d’autore.

Negli anni seguenti lavora con registi di rilievo italiani (come Placido, Tornatore, Muccino) e assume ruoli ambiziosi che richiedono trasformazioni fisiche e interpretative profonde. Parallelamente, entra nel circuito internazionale partecipando a produzioni hollywoodiane, ampliando la sua portata linguistica e professionale.

Negli anni 2010‑2020 mantiene un ritmo elevato: partecipa sia a film commerciali che a produzioni d’autore, vince premi importanti (ad esempio la Coppa Volpi per Padrenostro) e continua a espandersi come interprete e produttore. La sua versatilità gli consente di passare da ruoli storici a mission‑drama, da commedie leggere a film d’azione/avventura, restando sempre riconoscibile per la qualità delle sue performance.

In più, la sua partecipazione a eventi di rilievo (come condurre il Festival di Sanremo nel 2018) racconta la sua presenza anche come figura pubblica di primo piano.

Cinema

  • 1995: Pugili (regia Lino Capolicchio)

  • 2001: L’ultimo bacio (Gabriele Muccino)

  • 2002: El Alamein: La linea del fuoco (Enzo Monteleone)

  • 2005: Romanzo Criminale (Michele Placido)

  • 2006: Night at the Museum (Shawn Levy)

  • 2008: The Chronicles of Narnia: Prince Caspian (Andrew Adamson)

  • 2013: World War Z (Marc Forster)

  • 2013: Rush (Ron Howard)

  • 2019: Il Traditore (Marco Bellocchio)

  • 2020: Padrenostro (Claudio Noce) — vincitore Coppa Volpi

  • 2022: Nostalgia (Mario Martone)

  • 2023: Comandante (Edoardo De Angelis)

  • 2024: Le Comte de Monte‑Cristo (Matthieu Delaporte & Alexandre de La Patellière)

  • 2025: Il Maestro (Andrea Di Stefano)

Televisione

  • 1991: Una questione privata (film tv)

  • 1993‑1998: Amico mio (serie TV)

  • 2006: Gino Bartali – L’intramontabile (miniserie)

  • 2014‑2016: Marco Polo (serie Netflix)

  • 2023: Call My Agent – Italia (episodio cameo)

Produzione/Altro

  • È stato produttore di film come Senza nessuna pietà (2014) e ha avuto ruolo attivo nella formazione attoriale attraverso scuole e centri artistici.

Pierfrancesco Favino – Instagram

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Author: Federica Malatesta

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